Le Fake News: Il cancro della Democrazia nato sotto il Nazismo

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Pochi giorni fa è apparsa la “clamorosa” notizia della chiusura di 23 pagine Facebook che veicolavano Fake news e propaganda di odio in Rete.

Il noto Social Media ha provveduto immediatamente alla chiusura aprendo di fatto una necessaria ma tardiva lotta alla falsa e pericolosa propaganda. La metà delle pagine chiuse erano a sostegno di Lega e Movimento 5 Stelle. Le 23 pagine contavano su una platea di Followers (seguaci) incredibile, 2,46 milioni di utenti, che attraverso la “condivisione” contribuivano quotidianamente alla diffusione in rete delle Fake o Bufale con cifre di interazioni da capogiro. La decisione sacrosanta necessaria per la difesa della Democrazia è arrivata dopo la denuncia della ONG impegnata in favore dei Diritti Umani e dell’Ambiente denominata “Avaaz”.

Sicuramente il processo di “pulizia civica” è stato favorito dall’imminente competizione elettorale per le Europee del 26 maggio che a causa di tale propaganda fuori dalla realtà, poteva risultarne compromessa nello svolgimento regolare e democratico. La tecnica della propaganda basata su notizie false non è una novità generata dall’avvento della Rete e dei Social media.

Nasce prima di internet con l’avvento del Nazismo. Fu proprio Hitler insieme al ministro della propaganda Goebbels a generare la propaganda delle notizie false per raggiungere gli obiettivi del terzo Reich, controllando e indirizzando la massa e nel contempo stesso distruggendo qualsiasi forma di libertà. Per ottenere tutto ciò, era necessario monopolizzare l’intero settore delle comunicazioni. A questo scopo nacque su iniziativa di Goebbels, il ministero della propaganda che di fatto controllava tutti i canali d’informazione in Germania dell’epoca.

Dal cinema alla radio passando per i giornali. Tutto era sotto il ferreo controllo nazista.

Nessuna notizia senza il parere del ministero poteva essere diffusa. La Democrazia, oggi come allora, viene posta sotto quotidiano attacco, attraverso notizie false, create e diffuse per distorcere la realtà e dare all’utente finale una visione delle realtà completamente distorta si cerca di raggiungere il solo ed unico obiettivo di controllare la massa e raggiungere o accrescere il potere. Tra le 23 pagine chiuse da Facebook spiccano Lega e 5 Stelle.

La tecnica è sempre la stessa, criminalizzare l’avversario rendendolo Nemico della Comunità. Farlo diventare la causa principale di tutti i mali della Società. Nel momento stesso in cui l’elettore incolpa un gruppo politico o una persona in particolare, del proprio malessere, la propaganda del fango ha raggiunto il suo scopo. Notizie false su immigrazione, sicurezza, ambiente, sanità, economia e religione.

Nessun argomento è immune alla Fake. Per funzionare, il sistema delle Fake news, necessita di ingenti somme di denaro. È così da sempre. I nazisti spendevano per le Fake tra il quarto di miliardo ed il mezzo miliardo di dollari l’anno, ottenendo come risultato un consenso plebiscitario che consentiva loro qualsiasi cosa. Ritornando ai giorni nostri, le pagine più attive tra quelle cancellate da Facebook sono in ordine di interazioni: “Vogliamo il movimento 5 stelle al Governo”, famosa per aver diffuso la falsa citazione “Preferisco salvare i migranti che le vittime italiane dei terremoti” attribuita a Saviano con tanto di Card. Fake dall’impatto mediatico enorme, talmente enorme che lo stesso Roberto Saviano fu costretto ad una smentita pubblica per fermarla. Altra pagina, seconda classificata, “Lega Salvini Premier Santa Teresa di riva”, famosa per aver diffuso il falso video dei migranti intenti a distruggere una vettura dei Carabinieri. Il video in questione, altro non era che uno spezzone di un Film, utilizzato ad arte dalla macchina del fango, per alimentare l’odio razziale. Odio diffuso in maniera capillare, grazie ai 10 milioni di visualizzazioni.

Quest’ultima bufala, in particolare ancora circola nella rete. Niente da invidiare ai maestri nazisti che grazie alle fake news, crearono l’odio nel popolo tedesco per gli Ebrei, come per qualsiasi altro nemico della inesistente razza superiore. Per darvi un esempio della macchina del fango nazista vi propongo due esempi celebri.

La più celebre delle fake naziste ha come protagonista l’Ebreo, descritto come “infanticida”. Nella notizia falsa si raccontava di Ebrei che rapivano ed uccidevano bambini tedeschi per raccoglierne il sangue, necessario per la preparazione del pane ebraico (non lievitato) dal nome Matzah. Immaginate per un solo istante, l’impatto che tale notizia, diffusa dal regime, poteva avere sul popolo tedesco. Cosa hanno creato notizie del genere diffuse dai nazisti? Oggi lo sappiamo fin troppo bene. Sono notizie come questa ad aver giustificato e permesso ai nazisti lo sterminio degli ebrei, l’Olocausto. Notizie come questa hanno consentito ai nazisti le peggiori atrocità che essere vivente abbia mai solo immaginato.

Persino l’invasione nazista della Polonia avvenne con una fake news. Il giorno prima dell’invasione, venne diffuso dal ministero della propaganda nazista un filmato dal titolo “Atrocità Polacche”, dove si vedeva un manipolo di soldati con la divisa polacca intenti ad attaccare una tranquilla ed indifesa stazione radio tedesca nel paesino di Gliwice. Solo attraverso la documentazione contenuta negli archivi nazisti, oggi sappiamo che il filmato venne prodotto dallo stesso ministero della propaganda per giustificare l’invasione della Polonia.

Soldati delle SS si travestirono da soldati polacchi ed inscenarono il falso attacco contribuendo ad una delle più celebri fake news della storia. Il sonno della ragione genera mostri ma bisogna anche ricordarsi che la ragione si addormenta quando la Cultura è assente. La mancanza di Cultura è la vera causa di tutto. Solo attraverso la Cultura possiamo difendere la libertà e la giustizia sociale. In questa battaglia fondamentale è necessario ridare ai centri del sapere un ruolo centrale per l’intera società. Se il sistema scolastico è carente si crea il terreno fertile per una Società ed una Comunità orribile sotto ogni punto di vista.

Se oggi abbiamo terrapiattisti, negazionisti del riscaldamento globale e persone che parlano di razze è perché lo Stato con la scuola e l’istruzione ha fallito da tempo. Abbiamo bisogno di cittadini che sappiano ragionare e pensare liberamente ma per fare tutto ciò è necessario che il sistema scolastico funzioni alla grande. Oggi siamo tutti responsabili dinanzi alla Memoria, affinché mai più tale orrore possa ritornare, dobbiamo ricordare la Storia e studiare, studiare e studiare.

Solo attraverso la Cultura possiamo realmente ritenerci liberi. Liberi di pensare e vivere. Liberi di decidere. La sola garanzia per una società migliore resta un sistema scolastico di qualità, dove si rispetti l’insegnamento e l’apprendimento. Un sistema dove studenti e professori possano esprimere al meglio la loro funzione sociale, fondamentale per una Comunità forte e giusta.

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Sono un sostenitore convinto dell’economia circolare, Antiproibizionista, Garantista e poco propenso ai moralismi e populismi. Ho lavorato per più di 10 anni nel settore della green economy e della consulenza ambientale ricoprendo molteplici incarichi, quali: responsabile impianto di selezione, dirigente gestione ciclo rifiuti, consulente ambientale, risorse umane, responsabile innovazione e tecnologie per l’ambiente, Presidente C.d.A. consorzio per il riciclo dei rifiuti. Autore del libro “la Cultura del rifiuto” Edizioni Efesto 2018. Dall’età di 16 anni sono impegnato in Politica portando avanti battaglie su Ambiente, Diritti civili e sociali, Lavoro e politiche fiscali più vicine ai cittadini. Da sempre promuovo l’adozione di politiche ambientali ispirate ai principi dell’economia circolare come volano di sviluppo in termini di occupazione e tutela ambientale. Sostenitore di battaglie in favore della regolamentazione della cannabis e della prostituzione come modelli efficienti nel contrasto della criminalità organizzata. Ho collaborato e lavorato al fianco di Deputati e Senatori della Repubblica Italiana, Parlamentari Europei e Giunte regionali e locali. In questi anni ho maturato diverse competenze e relazioni, conosciuto molte persone, Paesi e vissuto tante emozioni. Il mio motto è “ Non ho pretese su come partire ma tante pretese su dove arrivare”.