L’uomo senza qualità

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è un uomo intelligente, preparato, garbato, misurato ed anche di bell’aspetto; un avvocato onesto e capace, quello a cui vorresti affidare l’affare più delicato. Un docente universitario titolato e brillante.

Te lo immagini in convegni internazionali, dove interviene sicuro, col suo inglese fluente, senza incertezze, senza sbavature.

Ma Giuseppe Conte non è solo questo! E’il medico rassicurante che vorresti incontrare quella maledetta sera quando, per un improvviso dolore al petto, sei sopraffatto dalla paura; il marito affidabile che ogni madre vorrebbe per la propria figlia; il padre affettuoso, che incontri al cinema col suo bambino: in una mano tiene del popcorn, nell’altra una coca gigante.

Insomma, Giuseppe Conte somiglia un pò al personaggio di Ulrich del romanzo di Robert Musil, uno dei capolavori della letteratura mondiale del Novecento: una specie di uomo ideale, che riassume in sé tutte le migliori qualità.

Ma, così come in Ulrich, in Giuseppe Conte c’è qualcosa che non torna e te ne accorgi subito: ti guarda incredulo, perplesso, smarrito.

Non sembra per nulla convinto di essere davvero il Primo Ministro dell’ottavo paese più industrializzato del mondo.

E, così, hai come la sensazione che questo dandy decadente viva come alienato dal mondo reale, dai problemi del paese, dalla crisi economica, dalle insidie della politica, privo di autentici interessi, preda di una sorta di “patologia del volere”: una specie di Dorian Gray dei monti Dauni che, come Ulrich, sembra essersi preso una “vacanza dalla vita”, vittima indolente della sua brillante passività.

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Sono nato nel 1970 in un paesone della Provincia di Napoli della Terra dei Fuochi e per 10 anni ho fatto l’avvocato penalista prima ed il giudice onorario poi. Dal 2008 sono ricercatore di sociologia del diritto, della devianza e mutamento sociale presso l’Università della Campania Luigi Vanvitelli, dove insegno “Comunicazione interculturale”. Il mio ambito di ricerca riguarda la dimensione del conflitto, soprattutto in una prospettiva culturale e l’analisi dei processi migratori e d’integrazione. Sono giornalista pubblicista e nel 2007 ho fondato la Rivista Italiana di Conflittologia (www.conflittologia.it), mentre nel 2011 ho costituito il Consorzio Universitario per l’Africa ed il Mediterraneo (www.cuam.eu) con l’intento di promuovere e sviluppare l’istruzione universitaria e la ricerca applicata nell’area afro-mediterranea. Sono sempre compulsivamente portato a dire quello che penso, anche se mi sforzo strenuamente per cercare di contenermi. Questo aspetto del mio carattere non credo abbia giovato alla mia vita; ma sono sicuro ne abbia beneficiato il mio fegato. E va bene così. Mi piace il jogging, il krav maga, il vino e il mare del Salento dove mi rifugio, appena possibile, nella mia casa di San Foca. Vivo nel Sannio con Giovanna, Annachiara, Alfonso e Chaplin, il nostro Golden Retriver, che adoro come tutti gli altri animali che evito di mangiare.