Quando l’umanità va a puttane

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Si riaccende il confronto sulla possibile riapertura dei casini, luoghi in cui poter esercitare legalmente la prostituzione, e riparte l’eterno scontro tra chi si scandalizza e chi si scandalizza del contrario.

Insorgono gli italiani che considerano la legalizzazione della prostituzione un fatto inaccettabile, immorale, ritenendo che questo fenomeno vada estirpato dalla faccia della Terra.

Esatto, la battaglia è per un mondo senza puttane, o puttani, perché oggi la prostituzione, nella sua illegalità, ha sdoganato vari articoli, inclusi quelli per signore. E’ la vecchia, trita, irritante sfida dell’ideale soggettivo sul reale oggettivo. Un adagio che andrebbe assunto quale brocardo santissimo, recita che la prostituzione è il mestiere più vecchio del mondo.

Le puttane, le venditrici di sesso e attenzioni, sono sempre esistite.

Questo è un fatto, così come è un fatto, incontrovertibile, che non esista in pratica società umana in cui la prostituzione non abbia visto la luce, una sua storia, un ruolo ed un influsso nei fatti dei popoli. Puttane famosissime sono state protagoniste della storia, puttane sono milioni di donne nel mondo di oggi. Chi sono dunque la prostituta, la escort, la sex worker, il gigolo?

Si tratta di individui riprovevoli, da tenere ai margini della comunità?

La mia opinione è netta: assolutamente no. Chi si prostituisce, secondo una scelta o una pratica non compulsata, lo fa perché farlo è parte del mondo. Ci può essere una reazione moralistica verso la vendita del proprio corpo, o delle proprie arti amatorie, in cambio di denaro, ma è bieco moralismo. Dare piacere alle donne in cambio di soldi non è quasi mai visto come un problema.

Il simbolo di questa condizione accettabile, anzi, persino auspicabile, è il meraviglioso Richard Gere di American Gigolo, l’uomo bello, curato e desiderabile che si presta al piacere di ricche esponenti della ricca società statunitense. Lui non viola alcuna regola morale, forse perché la sua attività lascia intendere la possibilità di giungere ad un orgasmo alla fine della prestazione.

La donna che si prostituisce invece, viene marchiata di infamia.

Ecco dunque il motivo per cui dobbiamo fare in modo che si continui a prostituire, perché niente e nessuno ha mai fermato il fenomeno, ma ciò deve accadere nell’ombra, in strada, sotto il controllo della criminalità, in un contesto di violenze, sopraffazioni e pericoli di ogni genere.

Quelle puttane lì vanno benissimo. Esistevano, esistono ed esisteranno, ma nessuno potrà obiettare qualcosa al fatto. Si potrà solo andare a letto, con un ampio sorriso stampato sul viso, pensando che quelle puttane sono “illegali”.

E’ lo Stato che assassina una parte di mondo, che lo mette ai margini di ciò che è, per fare un favore alle coscienze impudiche dei puri più impuri del creato.

La puttana rovina le famiglie, il casino è un luogo di perdizione.

Io ci sono stato una volta, con una puttana, in Olanda, ad Amsterdam.

Avevo mangiato un tortino alla maria, ero talmente fatto da vagare per il quartiere a luci rosse della città in preda ad una esaltata vertigine. In una delle vetrine del quartiere scorgo una statua dalle forme irreali, per quanto perfette e mi decido a provare. Mi dico “nella vita occorre provare anche questo”. Lo stato di penosa indigenza dei miei sensi ha fatto si che quei 50 euro fossero spesi in modo del tutto insoddisfacente, ma il punto è un altro: quell’esperienza può classificare il degrado di un essere umano? Se è così, sono un essere umano degradato.

Accetto di buon grado il bollino nero, ma ciò che faccio fatica ad accettare è che milioni di persone debbano essere marchiate, solo per finta, perché nel realismo spietato di ciò che fanno non si riesce ad entrare, in alcun modo.

L’abolizione delle puttane è letteratura sordida, ipocrita, della peggiore risma.

La loro legalizzazione è il riconoscimento che il mondo è un luogo in cui esistono le puttane. Esistono anche i puttanieri, ed esistono i siti di incontri, la pornografia, le orge, gli scambi di coppia, i regalini alle puttane dilettanti, le lavoratrici del sesso per disabili, esistono i viaggi della prostituzione minorile, che andrebbero stroncati, ma che tutti tollerano, perché in fondo siamo brava gente. Ciliegina sulla torta, esiste la criminalità organizzata, che sul traffico di prostituzione illegale lucra e violenta, rapisce, tortura, impone, dispone.

Tutto ok, la famigliola felice può stare tranquilla: non si fa, cacca, bua. Si fa lo stesso, ma va bene così.